Ben ritrovati a un nuovo appuntamento con Musical Disclosure: i prossimi articoli sono dedicati a un’intramontabile icona della storia della musica. Celebre per il suo stile eccentrico e il suo straordinario talento compositivo, nel 1998 ha ottenuto il titolo di Cavaliere dalla regina Elisabetta II per i servigi resi alla musica, alla cultura inglese e alla beneficenza: parliamo di Sir Elton John.
Nato nel 1947 a Pinner, un quartiere nel borgo londinese di Harrow, Elton John (all’anagrafe Reginald Kenneth Dwight) si appassiona alla musica sin da bambino. Parte del merito si deve certamente alla madre Sheila, che alimenta la curiosità del piccolo Reginald portando continuamente a casa nuovi dischi da fargli ascoltare. Anche il padre Stanley condivide l’amore per la musica, ma è spesso in missione come pilota per la Royal Air Force e Reginald si ritrova quindi a vivere in un ambiente tutto al femminile, composto dalla madre Sheila, la zia Win e la nonna Ivy. All’età di sette anni inizia a prendere lezioni di pianoforte e a undici ottiene una borsa di studio per la prestigiosa Royal Academy of Music di Londra, che lascerà prima degli ultimi esami per intraprendere senza indugi la carriera da musicista. Particolarmente critico rispetto a questa scelta è proprio il padre Stanley, che vorrebbe per il figlio una carriera più convenzionale, nell’ambito militare o nel settore bancario. I due, oltre che sulle scelte di vita, divergono anche in quanto a gusti musicali, tanto che a Reginald è concesso suonare il rock and roll solo quando il padre non è in casa. Dopo anni di litigi e incomprensioni, nel 1962 Sheila e Stanley divorziano, e Reginald, dopo essersi trasferito con la madre, si sente finalmente libero di indossare quello che vuole e di ascoltare i suoi artisti preferiti, supportato peraltro dal nuovo compagno della madre Fred. A quindici anni inizia ad esibirsi in un pub chiamato Northwood Hills Hotel, dove esegue vecchi standard britannici e pezzi di Elvis Presley, convincendosi definitivamente a proseguire la carriera musicale. Nel frattempo, si lega al cantante e chitarrista Stuart “Stu” Brown, con cui fonda la band British blues dei Bluesology, impegnata fino al 1967 in una faticosa gavetta tra vari club e locali inglesi. La vera svolta arriva in seguito all’incontro con l’autore di canzoni Bernie Taupin, con cui Reginald instaura un forte legame di amicizia e una proficua collaborazione. I due iniziano a registrare brani per la Dick James Music, che nel 1968 pubblica il loro primo singolo “I’ve Been Loving You”. Per l’uscita del disco Reginald decide di adottare il nome d’arte Elton John, omaggiando gli ex compagni dei Bluesology Long John Baldry ed Elton Dean. Nonostante lo scarso successo riscosso da “I’ve Been Loving You”, il duo John-Taupin non si scoraggia e continua a scrivere nuovi brani da proporre ad altri artisti. Di pari passo con la presa di consapevolezza della propria omosessualità, Elton prende intanto coscienza della propria idea di musica, che canalizzerà nell’album di debutto “Empty Sky” del 1969. Il disco mette in luce un’identità artistica non ancora ben definita, ma lascia intuire un ampio potenziale espressivo che emergerà l’anno successivo nell’omonimo “Elton John” (1970). Registrato in soli quattro giorni con la collaborazione del produttore Gus Dudgeon e dell’arrangiatore Paul Buckmaster (entrambi già al lavoro con Bowie per “Space Oddity”), “Elton John” mette insieme tutte le influenze musicali del giovane artista, dal rock ‘n roll (“The Cage”) agli studi di musica classica (“The King Must Die”), passando per le esibizioni da pub con i Bluesology ("No Shoe Strings On Louise"). L’innovativo approccio al rock ‘n roll tra il gospel e l’orchestrale diventa così un marchio di fabbrica e una formula vincente che, oltre a conquistare il favore della critica, proietta Elton nella top5 della classifica inglese e in quarta posizione nella Billboard US.
Nell’album è contenuta anche una delle punte di diamante dell’intera discografia dell’artista, la dolce ballad “Your Song”, scritta a 17 anni da Taupin come una semplice ma profonda dichiarazione d’amore, di cui oggi vi invitiamo all’ascolto con questa splendida esibizione live del 1971.









