Terzo appuntamento dedicato ai Queen: oggi parliamo di “News of the World”.
Nel 1976 i Queen tornano in studio per registrare “A Day at the Races”, pensato per dare un seguito all’apice creativo di “A Night at the Opera”. Prodotto dalla band con la collaborazione di Mike Stone, nell’album sono contenuti brani come la celebre ballad dalle tinte gospel “Somebody to Love” e la travolgente cavalcata hard-rock di “Tie Your Mother Down”, che da quel momento diventa una presenza costante nelle setlist della band.
Dall’anno successivo, però, l’ascesa del fenomeno punk guidato dai Sex Pistols spinge i Queen in una nuova direzione: messi da parte i complessi arrangiamenti sinfonici e le produzioni elaborate dei lavori precedenti, i quattro musicisti rispolverano un sound hard rock più asciutto e minimalista, come testimoniano le hit “We Will Rock You” e “We Are the Champions”, pubblicate come unico singolo nell’ottobre del 1977. Divenuti oggi intramontabili inni del rock, oltre che del mondo sportivo, i due brani riportano trionfalmente la band sul mercato mainstream, conquistando la top 10 di numerose classifiche in tutto il mondo. In “News of the World” le armonie e le sovraincisioni tipiche del gruppo rimangono quindi in sordina, rimpiazzate da canzoni confezionate per essere eseguite live in performance epiche e coinvolgenti, come quelle del News of the World Tour in partenza nel novembre dello stesso anno (probabilmente la tournée più spettacolare e scenografica nella storia della band). Oltre che brani in stile arena-rock, nel disco troviamo anche influenze blues (“Sleeping on the Sidewalk”), jazz (“My Melancholy Blues), e funk-psichedeliche (“Get Down, Make Love”), oltre che una risposta, seppur poco convincente, all’avvento del punk nella scatenata “Sheer Heart Attack”. E’ importante infatti sottolineare quanto i Queen,così come altri gruppi prog-rock e art-rock, fossero in netta contrapposizione con quel genere così ruvido e violento che stava man mano prendendo piede in Inghilterra. Il sesto lavoro della band, nonostante le recensioni miste da parte della critica, viene però ampiamente premiato dal pubblico, diventando quattro volte disco di platino in America e due volte nel Regno Unito.
Negli album successivi a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 (“Jazz”, “The Game”, “Hot Space”), i Queen iniziano ad avvicinarsi sempre di più a un sound pop-rock di facile ascolto, strizzando l’occhio alle classifiche e contaminandosi talvolta con generi in voga tra il grande pubblico. Dopo una breve separazione nel 1983, il quartetto ritorna nel 1984 con “The Works”, seguito nel 1985 dall’album solista di Freddie Mercury “Mr. Bad Guy”. “A Kind of Magic” (1986) e “The Miracle” (1989) proseguono sulla rotta commerciale dei lavori precedenti, mentre “Innuendo” (1991), l’ultimo album composto con Mercury prima della sua tragica morte nel 1991, chiude il cerchio recuperando le sonorità dei Queen delle origini. Nel 1995 esce ancora “Made in Heaven”, composto dai membri rimasti unendo le proprie parti strumentali ad alcune tracce vocali lasciate da Mercury.
Dal 1997 Deacon ha scelto di ritirarsi, mentre Taylor e May continuano ad esibirsi con il tour “Queen +”, omaggiando la memoria di Mercury e riproponendo i grandi successi della band, in linea con lo spirito della celebre “The Show Must Go On”, di cui oggi vi proponiamo l’ascolto.









